domenica 8 gennaio 2012




 
Si può parlare di democrazia quando da parte di tutti c’è correttezza.
Si può parlare di democrazia anche qualora esistono le ingiustizie.
Le ingiustizie sono assiomi a priori.
La correttezza è la negazione dell’ingiustizia.
L’ingiustizia esiste perché in tutto ciò che accade interviene la scorrettezza.
La giustizia esiste perché ogni avvenimento è sempre un fatto a se eterogeneo.
Ma è solo il mondo degli uomini ad essere abnorme.
C’è la persona bella e quella brutta; l’intelligente e l’essere ottuso; lo scaltro e l’ingenuo; l’umile e l’arrogante; il pigro e l’operoso; la cicala e la formica; il lupo e l’agnello; il cavolo e la capra.
Fin qui niente di straordinario, è la natura che ha disposto le cose; il lupo divora l’agnello, la capra si mangia il cavolo e quest’ultimo si sostiene dalla terra dove un giorno ritroverà le parti del lupo.
L’ingiustizia è che il lupo si divora l’agnello e la capra fa colazione con i cavoli; la giustizia arriverà al discendente del cavolo che gioverà dei vantaggi della decomposizione del lupo e della capra che arricchiranno la madre terra. Non c’è che dire… un bell’anello di ciò che è giusto ed ingiusto. Malgrado questo, gli esseri viventi di cui sopra non assumeranno mai il comportamento scorretto nei confronti del loro rivale. Il lupo non sbranerà mai un agnello per lasciarlo a terra e ucciderne un altro per divertimento o perché sciapito. Faccende come queste purtroppo si riflettono presso un altro tipo di essere vivente. La realtà dell’essere umano è molto complessa. In primis è un animale sociale e come tale questa forma assume inevitabilmente un ordine gerarchico. Non essendo un robot – formica, la struttura sociale gerarchica è perennemente minata dall’uomo stesso in virtù delle sue sensazioni che quotidianamente tendono a modificarsi.
In sintesi l’essere umano è la giustizia della natura dentro la sua ingiusta natura. La mia indole è magiare cavoli per tutta la vita, ma un bel giorno questa dote potrebbe modificarsi alla vista di un vecchio amico d’infanzia che mi sfreccia davanti con un “Ferrari”. Un fatto analogo per tutti. Cavolo! Hai visto Tizio che stupenda villa si è fatto. Hai visto Caio: adesso è viceredattore di quell’importante giornale. E chi l’avrebbe mai pensato che un tipo come Sempronio diventasse senatore!
Il robot – formica non si sognerebbe mai di cambiare la sua struttura sociale perché invidia la sua regina. Sappiamo bene che nell’uomo succede proprio il contrario. Soprattutto nei gradini più bassi. Non esiste la formica che se trasporta il pezzo di foglia più grande ha da obiettare anche se fosse vero. Beh, io mi romperei dannatamente i coglioni se il fardello più grosso lo sostenessi sempre io! E non solo io naturalmente.
Naturalmente poiché è la nostra giusta natura contenuta in maniera differente nella stessa.
Quindi per evitare complicazioni di ordine conflittuale si è fatto appello alla democrazia.
Malgrado questo strumento è inevitabile negare che le ingiustizie sopraggiungono. Ma è una cosa che gli uomini potranno sempre sorvolare poiché ognuno è consapevole dei pregi e difetti che ci caratterizzano. Di chi è più capace di me potrei solo serbargli l’invidia. Uno stato d’animo che la democrazia prevede. Ovviamente chi è più capace mi scavalca nella gerarchia sociale e di questo ho fatto una ragione. La democrazia prevede anche questo perché la persona che mi sovrasta nella gerarchia ne ha fatto una ragione anch’egli.
Se invece indipendentemente ai suoi meriti o difetti colui che mi è sopra di gerarchia, mi carica di oneri che invece toccherebbero a lui, allora commette una scorrettezza. E questo non è affatto previsto dalla democrazia.
Allora potrei arrabbiarmi e forse commettere delle forzature.
In virtù della democrazia inizialmente si potrebbe chiudere un occhio, ma se le scorrettezze sono reiterate, non vedo la motivazione di comportamenti democratici dal momento che è lui a mandare a benedire le regole di democrazia. In sintesi, io operaio porto sempre la soma più consistente dal momento che il mio caporeparto lenisce al mio collega qualche mansione in virtù della simpatia che gli nutre. È giusto che io stia antipatico al caporeparto, giusto è anche la sua simpatia verso un altro mio collega che è fatto naturale, ma non per questo devo sottostare ai due pesi e due misure, fatto alquanto innaturale.
Nel caso fossi un robot – formica forse, ma non lo sono.
In casi come questi se democrazia esiste è sufficiente protestare. Nel caso la mia protesta s’impatta in una minaccia di licenziamento la democrazia va a farsi benedire. Allora, se la mia ripercussione è aspettare sotto casa chi mina la mia libertà, anzi chi attenta al mio avvenire, non vedo cosa centra l’inciviltà con questo avvenimento. Incivile è colui che taglia le gambe a chi gli ha rotto i coglioni in maniera considerevole; democratico è chi subisce passivamente.
Stesso discorso è relativo ad un’assunzione, all’assegnazione di un appalto, al risultato di un concorso, per un titolo di studio o addirittura per un posto letto in ospedale. Se si tratta di manifestazioni con incentivi gratificanti tutto è a posto, altrimenti la pena è la morte. E non certo la morte materiale, anche se a volte il discorso pare davvero inerente, ma quanto l’umiliazione dell’intimo che la persona bisognosa è costretta a subire.
Tutto questo è davvero democrazia?
Non è il caso di parlare di democrazia quando certi ricatti si ripercuotono sull’individuo che ambisce non tanto alla giustizia quanto alla libertà. Cosa si direbbe se il modesto posto di lavoro si estorce non con la mazzetta ma con un coltello puntato alla gola?
A questo punto vedo solo una partita giocata ad armi pari. Armi pari perché le conseguenze delle azioni non avvengono in un’aula dove risiede la democrazia.
In democrazia è scontato che l’ingiustizia è un suo suddito, ma malgrado questo occorre almeno lasciare un barlume di speranza all’individuo più debole.
Con rammarico sono costretto a sostenere che oggi questa condizione non esiste più.
Mi ritrovo in un periodo il cui grafico della vita rappresentata dalla classica parabola, ha iniziato il percorso di discesa; ma non per questo minimizzo le situazioni che potranno ripercuotersi in futuro. Ovviamente non le mie, considerato il mio intervallo, ma quelle dei miei figli e dei figli di tutti gli altri. ULTIMAMENTE SI PARLA DI PENSIONI, ART. 18 E WELFARE.
Com’è possibile accecare con tanto fumo negli occhi le persone?
Se esistessero le condizioni della mia gioventù non avrei avuto nulla da ridire. Si spara sovente la parola precariato; ORA TUTTO È PRECARIO. Allungare l’arco di tempo contributivo in una condizione sociale precaria è da egoisti, anzi è da incoscienti. Un nostro figlio per come vanno le vicissitudini, lavorerebbe 6 mesi e stare fermo un anno; lavorare un anno e fermarsi altri due! Certamente completerà la sua cedola contributiva a 110 anni! Questa è pazzia! Anche perché i periodi inattivi di questi sventurati saranno elargiti dal lavoratore più fortunato, anzi più sciagurato poiché si onera queste inattività.
No! Questa è democrazia. Ordine naturale delle cose che qualcuno sta indirizzando in tal maniera.
Tutto ha avuto inizio con la fine della guerra fredda.
Sono entrati in partita nuove frontiere dove investire i capitali. Territori la cui forza d’opera è stata sempre a buon partito. Onestamente come non investire su mano d’opera che per tanto tempo non ha visto altro che il luccichio della povertà. Creare lavoro produce ricchezza. Di colpo queste nuove popolazioni che in passato di COMUNE avevano soltanto la povertà, si sono ritrovate ricche PER MODO DI DIRE!
Rammento ancora quando nell’anno 1988 mi recai in Romania con la mia Lancia Prisma. Ebbi la sfortunata occasione di beccare una foratura. Feci i salti mortali per trovare un gommista e non immaginavo affatto che mi sarei imbattuto in una vicenda alquanto divertente. Ricordo ancora l’espressione basita del gommista quando non trovò la camera d’aria sotto il pneumatico! Lui non sapeva nemmeno che esistevano i TUBELESS!
Questo chiarisce la situazione di come certe popolazioni stavano sistemate.
Situazione che mi fa tornare in mente qualche film western visto in passato. Qualcuno trovava un filone d’oro e tutti accorrevano; l’estrazione continuava e la TOWN s’ingrandiva. Arrivavano gli investitori e aumentavano SALOON e STORE. E i beccaccioni spendevano.
È la situazione analoga nei territori dove i capitalisti hanno investito poiché gli hanno portato lavoro, ricchezza e soprattutto consumo. Quando qualcuno troverà un nuovo filone d’oro, tutti accorreranno nella nuova frontiera. Della vecchia rimarrà terra bruciata e GOST-TOWN.
Dalle nostre parti invece tutto questo avveniva sott’occhio, mentre il trend di consumo continuava con qualche piccolo cambiamento: hanno permesso di rateizzare anche l’acquisto di un chiodo!
Così con un chiodo oggi, un martello e domani qualcuno si è ritrovato col culo per terra.
Soprattutto quando è venuta meno la liquidità in circolazione dal momento che i capitali erano stati ritirati per essere investiti nelle nuove frontiere.
E per determinare un percorso regolare della democrazia, dal momento che chi aveva sostenuto le scorrettezze ha iniziato anche a piangere per la situazione PRECARIA dei propri capitali tanto da indurre lo stato a concedere incentivi per risollevare queste incerte condizioni. A proposito: io per stato intendo il terzo. Non la cabina dei piloti.
Tra l’altro per questi signori dai facili piagnistei, certi affari non sono avvenuti per come avevano programmato. La Cina è l’esempio. Pensavano che con i cinesi sarebbe stato come con Singapore, che poi tutto sarebbe saltato. I Cinesi sono come gli Ebrei; se la fanno solo tra loro, non porteranno mai la loro ricchezza al di fuori del loro enturage. Il differente aspetto somatico è l’unico motivo del perché non troviamo gli Ebrei nei paesi del sol levante.
E che dire dei Russi. Oggi a Wall Street c’è molto di Russia che non è né Iraq, né Libia o paesi dove quando la politica non ha avuto efficacia si è ricorso alla strategia militare. Stesso discorso per la Cina. È difficile fare a pugni con Golia.
Se in mano si ha una banconota da 100, questa svanisce solo se si effettua una compera, oppure se si regala a qualcun altro, se si perde. Di certo non si dissolve come neve al sole. Ecco, certe entità di capitali non sono di certo svaniti ma solo finiti in mano a questi giganti senza ritornare verso chi aveva iniziato il percorso dei movimenti.
Considerata l’etica del capitalista che corrisponde al mio è mio e il tuo pure, è democratico il fatto che il loro capitale iniziale sia sistemato in un posto al sicuro, mentre per i giochi di movimento, è necessario, CIOÈ DEMOCRATICO, razzolare su chi la propria liquidità se la vede diminuire quotidianamente per effetto delle partite calcolate male da questi signori.
Per sovvertire questa situazione obliqua BASTEREBBE AI LAVORATORI INCASSARE LA BUSTA PAGA COMPRENSIVA DI TUTTE LE TASSE, che lo stato chiama TRATTENUTE, proprio perché trattiene. Ma il guaio è che qualcuno dalle casse dello stato munge; mentre il lavoratore elargito a busta paga, a prescindere di avere il merito di contribuente più puntuale nei pagamenti, è anche l’unico individuo a versare nelle casse dello stato contributi ancor prima di iniziare a lavorare.
Ogni lavoratore quindi, per propria coscienza morale verserà nelle casse dello stato nei periodi stabiliti, quello che in precedenza gli tratteneva. Ne vedremmo davvero delle belle!
Sarei curioso di vedere con quale flusso di moneta i signori del capitale farebbero le loro partite.
Di certo sovvertirebbero l’ordine facendoci trovare nel bel mezzo di una guerra.
Ma stanno sottovalutando anche la situazione attuale poiché con i fatti posti in questa maniera si arriverà presto ad un conflitto bellico. Mi chiedo a cosa serviranno i loro amati capitali in una situazione bellica che non sarà certamente come le altre avvenute in passato dove le armate erano composte per lo più da gente analfabeta e pertanto meno corrotta.
Ritorniamo ai fatti di democrazia, ai fatti di casa nostra, di quest’ultimo governo istituito scorrettamente. Stiamo vivendo sotto un’egida di pura ipocrisia, pertanto non mi sento affatto rappresentato da un esecutivo istituito da tutta l’erba in un fascio. Appunto FASCIO. Un fascio più democratico, tanto per non dire una presa per i fondelli. Avvenimento montato ad arte dai politici, anzi da PERSONAGGI considerato che LA POLITICA È UNA PROFESSIONE che prevede la serenità dello stato, eletti democraticamente che, consoni dei loro errori precedenti hanno girato la frittata per paura di ripercussioni del prossimo voto.
CHE POVERE CREATURE, HANNO PAURA DI PERDERE LA POLTRONA!
PRENDETE ESEMPIO DA CHI PERDE IL LAVORO.
Occorreva evitare le elezioni che costano tanto. Preferisco pagare Euro in più per il costo delle elezioni, oramai uno in più o uno in meno non fa la differenza per come stanno i fatti, ma almeno avrei la soddisfazione su chi rivolgere il mio indice.
Indice che i piani alti della struttura sociale, tutti compresi iniziando dalla REGIA MAESTA’ e finire al paggio divulgatore, non sanno più contro chi rivolgerlo se non contro la massa.





Certe idee davvero non li capisco. Civilmente per i torti subiti ci si rivolge a dibattiti sociali che sono sostenuti da personaggi appositamente specializzati a risolutori di contumelie tra le persone. In altre parole, se il fatto è privato si va dall’avvocato e si porta la guerra nello strumento chiamato tribunale. Se invece oltre che essere privato il fatto tocca l’enturage sociale, allora oltre agli apparati della giustizia ordinaria si va soprattutto in bocca ai media; ed è qui che se ne vedono davvero delle belle! È da molto tempo ormai che succedono singolari episodi da restare allibiti. Ciò nonostante, a parte la tragicità di un avvenimento che ordinariamente rientra nell'elenco dei fatti della vita, si resta smarriti più dalla discussione di certe faccende e non dall’accaduto stesso. Quasi quasi, considerato che sono nella perenne ricerca di notorietà, mi viene voglia di cambiare atteggiamento; invece di finire di scrivere opinioni per attirare l’attenzione di qualcuno, commetto un delitto efferato e colpisco la sensibilità di tutti.
In fondo scrivere un'impressione e commettere il delitto per tal senso ha una relazione con qualche piccola differenza. Un delitto commesso in tal senso è un fatto di megalomania se realizzato, anzi meglio se suscitato dalla propria indole e basta; resta sempre di vanagloria ma diversamente alla precedente proposizione, se il delitto è suscitato dai media per scatenare i dibattiti considerevoli che ultimamente stiamo assistendo, ecco allora notare che il potenziale carnefice si trasforma da un eminente soggetto (al quale egli si ritiene, o mi ritengo caso mai propendo alla notorietà mediatica) a emerito complemento oggetto.
Ben diverso è scrivere un parere e pubblicarlo. È un’azione svolta sempre per attirare l’attenzione di qualcuno; un qualcuno che però ha molto di particolare: il raziocinio obiettivo. La particolarità in questo caso ha anche qualcosa di molto esclusivo: è un mondo troppo ristretto, una sfera composta da poche persone, però considerevoli.
Sarà dunque questo che mi spinge a descrivere la situazione? In fondo c’è consapevolezza. Una persona notevole, certe situazioni non le commenta nemmeno perché è consapevole di come vanno certi avvenimenti e pertanto non gli resta che il biasimo antropologico custodito amaramente nel suo intimo. Quindi un’opinione che coincide ai suoi principi, la legge ben volentieri perché allevia quella malinconia ponderata nel profondo e sospira giacché deduce che al di fuori del suo ecosistema principale esistono altri che avvertono talune sensazioni.
Per tutto il resto, chi ne resta fuori ma vuole intendere è sempre ben accetto.
Nonostante tutto, non è nemmeno la condivisione di pareri e le amarezze da certi avvenimenti ad accentuare gli stati emotivi; è soprattutto l'inerzia cui oggigiorno si è sottoposti. A cosa serve scrivere un punto di vista notevole, pubblicarlo, condividerlo e qualora abbia una certa incidenza su alcune persone, resterà solo un parere che non motiverà l'azione. Anzi la reazione. Pertanto, per rovescio di medaglia, l'aggettivo “considerevole” diventa del tutto inappropriato poiché una persona è considerevole quando la reazione la suscita. Ma non occorre nemmeno affondare il dito nella piaga perché la colpa è della situazione storica e sociale che stiamo vivendo. Un contesto di vetro, pericolosissimo, che ogni giorno ingoia tutto e allarga le sue viscere a dismisura fino a che un bel giorno basterà un solo piccolo sassolino a fracassarlo. È un mondo fin troppo facile, si pubblica il modesto parere che chiunque potrebbe leggere ma finisce qua. Cosa ben diversa da un discorso piantato in faccia, nonostante la faccia di ognuno potrebbe potenzialmente apparire nelle nostre case di questi giorni, resta sempre una realtà virtuale. Realtà che si riduce notevolmente poiché tutto è tramite via etere, oppure la minuscola web cam; ma malgrado l'immagine degli occhi, il movimento delle labbra e l'espressione del viso arrivano in maniera abbastanza nitida, non sarà mai realtà che si racconta da sola perché non ha la stessa efficacia del filo diretto della vita, si tratterà sempre di una realtà sofisticata. La stessa immagine e tono della voce ingannerà sempre l'occhio e l'orecchio che percepiscono mentre non si assapora mai l'odore dell'ospite che è in avanti e non si riconoscono mai le sue potenziali qualità. È facile comunicare un parere nell'etere, con tanto di appunti o monitor sotto il naso e se non altro, anche in assenza di questi sotterfugi, come il modesto professore che deve far fronte la lezione della mattina seguente, aver imparato a memoria la particina dell'occasione. Quindi è ragionevole riflettere che molte realtà non sono del tutto spontanee ma per lo più calcolate. A questo punto è intenzionale porsi la domanda: se un’opinione consistente di un personaggio di caratura è scritta per il pubblico, l'evento potrebbe assumere una certa risonanza mediatica; una stessa proposizione se espressa dal cittadino generico resta nell'anonimato. Beh, in fondo è ragionevole sostenere che il personaggio di carisma la propria caratura l'ha guadagnata con un illustre passato; il cittadino generico non può di punto in bianco ritrovarsi sul banco degli allori anche qualora la sua sensazione sia ragguardevole. Forse è su questo punto che si cela l'inganno poiché è facile intuire che il parere, opinione, proposizione o chicchessia si voglia chiamarlo, quando è asserito da una persona rilevante sfocia sempre in quell'invenzione che quando non va a genio alle persone dotate di grossa cultura chiamano sofisma. Resta la consolazione al personaggio generico della genuinità della sua iniziativa poiché il grande personaggio esprime la sua opinione con indirizzo non alle semplici persone, ma a quell'insieme di pochi individui che condividono una stessa orbita. E questo perché si sentono sugli allori. Pertanto, un chiunque esprime un'opinione rivolta a tutti perché spontanea, mentre il pensiero ponderato di una persona apprezzabile anche se analogo al chiunque si manifesta spesso con artifici tali che il succo del messaggio risulti garbato a gentiluomini distinti giacché è quello che vogliono sentirsi dire e soprattutto in tal maniera è dato a loro il motivo della replica che resterà lo stesso un parere opaco se la lettura è fatta dalla persona chiunque. Un discorso ampio su cui scrivere pagine e pagine di propositi.
Considerato che a una “vera” persona pregevole, bastano poche righe per farsi intendere, è ragionevole non prolungarsi più di tanto. Ecco la differenza tra la vera e falsa persona ragguardevole: al primo non gli importa un fico secco di piacere o dispiacere a qualcun altro; per il secondo avviene tutto il contrario. Data la premessa e ritornando ai fatti, mi chiedo: considerato che si vive in Italia e la cui lingua è l’Italiano, a cosa mi servono tutte queste parole straniere che gli eminenti direttori e relativi discepoli bombardano quotidianamente la gente quando l’Inghilterra o l’inglese forse non sa che nemmeno esiste! Invece di “spread” perché non si usa “disavanzo” o “differenza” di indice nello scambio tra titolo e titolo, oppure incongruenza se proprio hanno voglia di restare nello stile “trend”.
Forse qualcuno, anzi troppi non hanno capito un accidente! L’individuo generico è terra e ha bisogno di terra. Quindi qualche caro cervello fino deve capire che è ora di parlare terra-terra. La gente ha bisogno di capire. Ed è qui che si allarga il problema. La gente dato che è terra ha perso il diritto di capire poiché chi sta sopra la terra ritiene di avere il dovere di non far capire.
Rammento un’espressione del signor Giorgio Bocca che sovente usava spararla negli ottimi, rispetto a questi,  anni di piombo. POPOLO BUE. Caro signor Bocca se quello era un popolo bue questo allora come dovremmo definirlo?
Gli anni di piombo sono stati difficili, ma era un periodo di solidarietà, quella che in questo momento è venuta meno. Ora purtroppo esprimiamo la solidarietà con il cellulare e basta. E non perché è un fatto sentito, ma perché (uso ora lo stile espressivo dell’elite) è un fatto trend. E mi chiedo ancora, il popolo bue ha consentito che i Fanfani, gli Andreotti, i Forlani, i Craxi, i Berlinguer, gli Almirante, ci governassero spingendoci lo stesso a terra, ma dandoci il barlume della speranza. Abbiamo buttato fuori certi personaggi e all’epoca se ben ricordo, lo spread di valuta con il marco tedesco era di mille Lire. E il franco francese? Poco al di sopra delle trecento Lire, mentre per la peseta ne occorrevano una trentina e passa. Il fiorino olandese era al di sopra delle seicento Lire.
Poi sono arrivati altri illustri personaggi che hanno contribuito alla nascita del sospirato Euro. E a questo punto mi chiedo ancora: se il cambio con le sopra citate valute era in tal maniera, anzi valore, come hanno fatto a quasi raddoppiare quello che era il cambio di valuta del marco tedesco? E che rapporto è intervenuto con la conversione tra la nostra vecchia valuta e la peseta spagnola? E la dracma greca? Ma ci hanno mai informato di questi rapporti di conversione tra ogni vecchie valute europee per arrivare alla moneta unica? A questo punto qualcuno risponderà con qualche sofisma: il debito pubblico, l’inflazione in quel contesto, il PIL e tutto il resto. Ma cari signori, voi quando volete portare a termine un affare apparentemente vantaggioso, acconsentite con occhi chiusi a tutte le garanzie che la controparte richiede? Non occorre ponderare meglio tutte le conseguenze? E le proprie garanzie?
Ma se un accordo ci deve essere è sempre la parte più forte a cautelarsi meglio. Quindi a certe garanzie che chiedono oneri tali da ledere tutto il resto dell’apparato non è meglio rinunciare?
Ho la vaga impressione che ai negoziatori più deboli che hanno pattuito la moneta unica sia stato notificato una cosa del genere: ok, puoi fare questa operazione di lifting, resterai con un aspetto giovanile per altri vent’anni senza che il tuo organismo ne sia intaccato esteriormente, ma questo comporterà la riduzione della vita complessiva, invece di arrivare a sessant’anni ti fermerai a quaranta. I classico luogo comune meglio un giorno da leone; anzi la magra consolazione di morire senza alcuna ruga sulla fronte... perché giovani!
E il pesce ha abboccato! Tanto i pesciolini siamo tutti quanti noi, mentre ai nostri egregi negoziatori è andata la stima del popolo bue poiché miracolosamente ci hanno portato nella moneta unica. Una moneta ricca giacché all’epoca il cambio del dollaro US si attestava intorno a 2000 Lire mentre oggi sono loro che ce ne danno uno e passa a noi!
Per non parlare poi di certe inadempienze. Con l’entrata della nuova valuta il cui cambio con la vecchia si sosteneva con dei decimali, qualcuno, anzi tutti, ha pensato bene di effettuare la conversione della vecchia valuta da mille Lire ad un Euro. In tal modo nessuno poteva sbagliarsi evitando la noiosissima prassi della calcolatrice a portata di mano. Calcolatrice che guarda caso fu distribuita a tutti in precedenza. E l’esecutivo dell’epoca cosa ha fatto? Un esecutivo che si rispetti doveva per lo meno vigilare. Purtroppo aveva altre preoccupazioni tipo frequenze TV, canali televisivi da poter abbandonare, digitale terrestre, prescrizioni processuali e condoni da elargire.
Non da meno sono state le forze di opposizione con le scalate capitalistiche da realizzare, le banche da acquistare, assicurazioni da rafforzare, agevolazioni nei passaggi di mano tra i gestori di telefonia nazionale e internazionale. Penso che se avessero concordato l’indice di conversione a cifra tonda cioè a due mila Lire invece dei 1936 e passa sarebbe stato molto meglio.
Ma non è nemmeno tutto questo a portale le delusioni. In fondo la parte che sostiene il politico è formalmente propria come indole. In poche parole al posto del politico Tizio ci sarà sempre un Caio che farà le stesse cose.
Fino a poco tempo fa per comportamenti amorali e scorretti molte autorità hanno avuto la dignità (oggi andata a farsi benedire) di dimettersi. Qualcuno pensa che i nostri antenati fossero un attimino stupidi poiché si soffermavano sovente a farsi la guerra. Ma la guerra per quale mostro che sia almeno dava un codice etico, giusto o sbagliato nei punti di vista, che oligarchie, teocrazie e democrazie osservavano. La gente generica di allora era meno istruita, non godeva del privilegio della cultura, ma non per questo sapeva contro chi imprecare per le ingiustizie subite perché i governatori dell’epoca oltre che a possedere l’etica, avevano anche l’ottima qualità di essere palesi nel comportamento.
Per sintetizzare, prima chi comandava assumeva l’atteggiamento poco democratico del tipo: dato che sono il più forte, questo me lo prendo io. Oggi funziona così: dato che sono il più furbo, questo me lo prendo io. Beh, preferisco uno che mi massacra fisicamente e mi limiti la democrazia rispetto a qualcuno che mi liscia il pelo e contemporaneamente mi prende per il culo poiché nell’indomani saprò bene su quale manifesto devo sputarci sopra o su quale tomba devo rendere onore.
Quell’illustre personaggio che si chiamò Seneca asseriva che il delitto commesso dal personaggio di rango è destinato a passare come virtù. Quindi, se qualche furbetto pensa che certi privilegi si raggiungono con i propri comodi, gli do perfettamente ragione perché ci sono prima io e poi tutto il resto. Ma se i propri comodi diventano degli spropositi, non mi resta nient’altro che la personale opinione che lei oltre che furbetto è senz’altro un individuo che merita solo disprezzo sulla cui faccia e soprattutto sulla memoria ci si può solo sputare. E non è facile poiché è bene considerare che la stima di 10.000 persone vuote equivale al disprezzo che riserba una sola persona integra.
Considerato questo, devo pesantemente sostenere che nella mia nazione non esiste nessun politico degno di nota. Un politico degno di nota acquisisce la sua ricchezza, morale e materiale, quando concede il benessere al suo popolo. Un politico che sarà ricordato negli annali impartisce al suo popolo che la prosperità di una nazione avviene solo se si osserva la cultura del lavoro, creando occupazione che certamente si prolungherà con la buona condotta di lavoro da parte di tutti.
In giro si vedono solo spot di parassiti. Parassita è anche chi furbescamente motiva le false malattie, timbra i cartellini ore dopo se non addirittura farlo timbrare da qualche collega. E la colpa non è del collega poiché una mano lava l'altra.
E che dire di coloro che hanno subito la strana metamorfosi del parassita: ma se l'esempio arriva da chi ci governa; in pratica se rubi tu, perché non dovrei farlo io! Allora mi chiedo: ma perché non avviene tutto il contrario di questo? Ultimamente si parla di sacrifici. Basterebbero pochi anni di buona condotta da parte di tutti e ritrovarsi ad essere una nazione prospera. Ma poiché la nostra cultura di benessere è alquanto distorta, ritrovarci ad essere uno stato che prospera lo vedo quanto mai difficile. La colpa in fondo non è nemmeno di chi ci governa. Loro non sono altro il riflesso dei loro elettori. Ecco allora venirmi in soccorso la consolazione.
I risolini della Merkel e Sarkozy non sono altro che la conferma della piccolezza della nostra nazione. E tutto quanto non era certo riferito al nostro premier del momento. Qualcuno sostiene i suoi fatti o malefatte hanno permesso ai due leader cui sopra di ridicolizzarci. Beh, a pensarci bene ci hanno reso più ridicoli quando abbiamo negoziato la moneta unica, poiché i leader in casa nostra assumono atteggiamenti boriosi, ma quando vanno ai meeting della gente che conta nasce subito la sensazione della loro piccola valutazione. In parole povere a certi summit i nostri leader ci vanno più che per la ruffianeria e non per peso politico. Dopotutto, la dimostrazione l'abbiamo adesso: stati esteri che ci stanno impartendo le strade economiche e politiche da intraprendere. Che faccia hanno quelli del transatlantico a presentarsi al cospetto della gente.
La Germania non è certo una potenza militare, ma grazie alla cultura del lavoro che hanno è uno stato che prospera, così i suoi politici hanno voce rilevante nel mondo che conta. Per non parlare del Giappone e delle proprie manifatture di cui il mondo è pieno. Per rendere l'idea, fino a pochi anni fa qualcuno aveva posto il veto all'entrata delle auto giapponesi nel vecchio continente. Ma il paese del Sol Levante aveva le mani dappertutto nel resto del mondo e ha fatto in modo che le proprie automobili entrassero anche nel vecchio continente concedendo qualche piccolo affaruccio nel mondo a paesi di falso luccichio come in nostro. Signori, andate negli States, è pieno di macchine nipponiche e tedesche, mentre delle nostre, eccetto le fuoriserie, non si vede neanche l'ombra. Discorso analogo alle auto di manifattura francese, ma la Francia ha un peso militare e la sua voce quando vuole la fa sentire. Senza contare dei rapporti bilaterali privilegiati con le sue ex colonie.
È tutta qui la differenza tra politici di casa nostra e i leader di altre nazioni occidentali. Le loro ricchezze arrivano spremendo il resto del mondo mentre i nostri leader avendo poca voce in capitolo accumulano la loro ricchezza spremendo il popolo bue.
E come se non bastasse, infondono nella gente anche culture oblique. Ad esempio il lotto esisteva, il superenalotto anche, hanno istituito deliberatamente 3 estrazioni a settimana dando l'illusione alla gente che il benessere arriva con la fortuna. Ci ritroviamo così che se oggi un jackpot è di 10 milioni di Euro la gente ci sputa sopra perché ne vorrebbe 100 di milioni. E non parliamo della gente che si rovina nella speranza della manna che scende dal cielo; molta gente dimentica che di questi tempi occorre un bel lasso di tempo per accumulare i miseri 10.000 Euro di confronto. Ma è l'informazione la nota dolente. Oltre che nei telegiornali il benessere è rimarcato in trasmissioni tipo TG costume e società, Non solo moda e tutto il resto del corredo che fanno apparire solo passerelle, saloni nautici, centri di benessere e bellezza. Non è certo questa la cultura da infondere quando più di due terzi della popolazione non può nemmeno permettersi certe cose. E tutta la gente che non arriva a fine mese? Li fanno apparire solo con qualche velatura, un paio di volte in un mese di trasmissioni.
I nostri cari giornalisti, che appaiono così belli abbronzati e messi a lucido nelle trasmissioni, per non parlare di quelli della carta stampata, tutti lobbati, desiderosi di apparire per gridare ai quattro venti le loro false prediche redatte a tavolino dai loro egregi editori. Per voi è conforme lo stesso discorso fatto per i politici.
Avete la fortuna del web e certe notizie arrivano a voi quanto a noi, ma la vostra vera mansione, le interviste, soprattutto se realizzate con personaggi di classe in tanti ad affollare il nostro e vostro mondo esterno, si vede chiaramente che il grafico tende sempre più verso lo zero poiché questi hanno di voi una misera considerazione conoscendo la pasta di cui siete fatti. Pertanto non vi resta che calcare la mano con i plastici dentro gli studi televisivi, trasformare qualche poveraccio in evento mediatico o deliberare a virtuoso qualche emerito assassino. Non c'è da meravigliarsi se certi crimini così efferati e troppo discussi sono frutto di demagogia mediatica  studiata a tavolino.
Una bella invenzione, non c'è che dire, quella del dibattimento di questi episodi. A proposito si costruiscono trasmissioni e fiumi di articoli, contemporaneamente si da anche spazio e paga a persone che, poveracci, non riescono ad arrivare a fine mese con i loro propositi di mettersi a lustro. C'è da chiedersi come tutti questi personaggi non provano nessuna vergogna quando si arrogano a giudici morali e materiali ben sapendo cosa c’è dietro a tutto questo.
Il chiodo di tutta questa gente è solo quello di apparire, pertanto è scontato che si sorvolino le preoccupazioni del popolo bue, non è importante il calo di stima da parte della gente poiché per voi è soltanto un evento da subordinare al vostro amor proprio. Ultimamente si parla troppo di pensioni e pensionati; qualcuno dimentica che i nostri pensionati sono le persone che hanno dato il maggior contributo alla ricostruzione del paese dai postumi di una terribile guerra. Appunto, hanno subito cose ben peggiori in confronto delle vostre insolenze.
A questo punto considerato che la vostra necessità è un chiodo, propongo che qualcuno di voi passi al più presto presso una ferramenta, acquisti pistola e relativi chiodi e se ne ficca uno in testa! È un grande sacrificio e alla comunità non farebbe che un gran bene.
Non c’è che dire… ci sono grossi e grassi sacrifici da affrontare. Auguri.